Divertiamoci con la babydance & giochi !

La babydance viene presentata con impianto professionale e animatrice.  L’ideale per dare sfogo ai bambini di tutte le età perché è coinvolgente e divertente.

Per i più piccoli aiuta a sviluppare le capacità motorie, aiuta a conoscere il proprio corpo, amplifica la capacità creativa e ad apprendere il senso del ritmo.

Le musiche vengono selezionate e studiate di volta in volta in base all’età dei bambini.

Tutto questo contornato con fantastici giochi che coinvolgeranno attivamente anche gli adulti così da facilitare anche la socializzazione ed il divertimento con tutti gli invitati.

babydance animazione per bambini con dj

Aggiorniamo costantemente le selezioni musicali della nostra babydance in modo da potervi offrire sempre delle sonorità musicali attuali.

Per la Babydance non mancheranno le canzoni classiche come Il Ballo del Qua Qua, Gioca Jouer e Chu Chu Ua.

I giochi con la musica che presentiamo sono studiati e preparati per non essere competitivi, infatti i nostri giochi non hanno ne vincitori ne vinti.

GIOCHI DI COOPERAZIONE: ATTIVITA’ MOTORIA SENZA VINCITORI E VINTI Antonio Di Pietro (Università di Firenze – Referente nazionale LudoCemea)

Se osserviamo i bambini da tre a cinque anni giocare ai giochi “competitivi”, ci accorgiamo che accade qualcosa di diverso dal solito. Perché? Facciamo tre esempi.

Un adulto chiede ai bambini di tre anni di fare una corsa. Detto fatto: alcuni bambini vanno diretti alla meta, altri si fermano a raccogliere un pezzetto di carta per terra, altri ancora partono, tornano indietro e ripartono. L’adulto chiede al termine della corsa: «Chi ha vinto?». Tutti i bambini rispondono: «Io!». Perché un bambino di tre anni dice di aver vinto anche se arriva ultimo? Durante una festa di compleanno ci sono bambini dai tre agli otto anni che fanno un gioco a premi (“Mercante in fiera”).

Babydance e giochi sono attività molto importanti!

Dopo due partite, il genitore che anima il gioco verifica la situazione chiedendo: «Chi ha già vinto?». Un bambino di quattro anni, ma ancora senza premio, dice con convinzione: «Io!». Perché un bambino di quattro anni dice di aver vinto anche se non ha vinto? In giardino un gruppo di bambini di cinque anni gioca a “Lupo che fai?”. Durante il gioco vedo un bambino che si avvicina al lupo e gli sussurra nell’orecchio: «Dopo acchiappa me!». Poco dopo quest’ultimo viene acchiappato e, con grande soddisfazione, va a fare il lupo.

Perché un bambino di cinque anni si sente vincente quando perde una sfida? Dai nostri tre esempi, ma ne potremmo fare molti altri, emerge che: fare una corsa e affrontare le mille insidie di un percorso è un modo per dirsi: «Ce l’ho fatta!»; partecipare a un complesso gioco di gruppo è un modo per dirsi: «Mi sento capace»; essere acchiappati (magari dall’amico del cuore) è un modo per dirsi: «Ha scelto proprio me!». Ancor prima di ricercare giochi di cooperazione occorre riflettere su come giocano i bambini dai tre ai cinque anni.

Un percorso di giochi cooperativi nella scuola dell’infanzia deve partire dalla ricerca del senso che ha la competizione nel mondo di oggi ma, soprattutto, dal significato che la competizione può avere nella seconda infanzia. A volte sono gli adulti a indurre a competere anche quando non è il caso. Dai tre ai cinque anni il “vincere” ha un significato assai diverso da quello degli adulti: quello che gli adulti chiamano “vittoria” i bambini la chiamerebbero “affermazione di sé”.

E’ possibile affermarsi anche senza vincitori e vinti.

Molti sono i giochi di cooperazione: gran parte dei giochi ritmici di mani e dei giochi cantati, alcuni balli gioco, così come i giochi creati ad hoc dal movimento pacifista “New Games Foundation” e i giochi di quelle culture – dette – cooperative (gli aborigeni australiani, gli Hadza della Tanzania, gli indiani Papago, i Kung del deserto del Kalahari…).

Queste riflessioni e un ampio repertorio di giochi cooperativi sono stati messi in pratica in un progetto della Regione Toscana che ha coinvolto bambini e genitori di più scuole dell’infanzia del Comune di Prato, docenti e studenti dell’Università della Transilvania (poi, è stata prodotta una documentazione video).

Un’esperienza che ha portato a considerare i giochi di cooperazione, nel mondo d’oggi, come una privilegiata occasione per i bambini di vivere momenti ludici inconsueti. Un’occasione attraverso la quale relativizzare i modelli culturali che tendono a coniugare i giochi in chiave soprattutto agonistica.

I giochi senza vincitori e vinti sono una sorta di vaccino naturale che crea gli anticorpi per affrontare anche gli “eccessi di competizione” della nostra società.

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